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Un trullo, una lamia e un ettaro di terreno agricolo

“Lampante”: un progetto per un progetto

Restituire alla comunità valore culturale e tradizionale già inscritto nel proprio territorio non è una passeggiata. Il progetto “Lampante” ha scelto di provarci cominciando dalla ristrutturazione di due architetture in pietra a secco – un trullo in stile saraceno, a tronco di cono, affiancato da una lamia con volta a stella – databili tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento, memoria e testimonianza storica della umile tradizione contadina del luogo.

Obiettivi del progetto – finanziato nell’ambito del PNRR – M1C3 Turismo e Cultura – Misura 2 “Rigenerazione piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.2: “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale” – sono il consolidamento e recupero conservativo dell’aggregato architettonico, la rigenerazione del terreno circostante mediante pratiche agroforestali e la gestione delle acque meteoriche con la relativa riserva idrica.


L’antico bene è ubicato in agro di Carovigno nei pressi del piccolo Borgo Serranova e della Riserva Naturale Torre Guaceto, in un’area strategica, crocevia di 4 cammini: il cammino Materano o del Pellegrino (via Ellenica), il cammino della Via Francigena (via Traiana), il cammino di Don Tonino e la Via Appia (Appia2030, candidata a Sito UNESCO, Patrimonio Mondiale dell’Umanità).

Unità collabente, composta da due tipologie monocellulari, trullo e lamia, versava in situazione di notevole degrado. L’osservazione dello stato della pietra ha evidenziato deformazione, erosione, alveolizzazione, pitting, distacco con perdita della morfologia del manufatto, polverizzazione e disgregazione, colonizzazione biologica. Non era presente nessun servizio igienico-sanitario, nessun impianto e nessun infisso. A testimonianza dell’importanza della raccolta delle acque meteoriche vi era un’antica cisterna, anch’essa in stato di degrado. Due manufatti basati sulla tecnica costruttiva con conci di pietra locale, che presentano forme di interesse storico-paesaggistico-culturale da salvaguardare. 

La rigenerazione del lotto (“un trullo, una lamia e un ettaro di terreno agricolo”) restituisce valore artistico e funzionale al patrimonio architettonico e paesaggistico rurale, riqualificando un bene per renderlo un luogo aperto ed accessibile a tutti: residenti, turisti, viaggiatori, visitatori e pellegrini di ogni età e provenienza.

La zona, per via dei connotati ecosistemi dei dintorni, è favorita dalla presenza di associazioni faunistiche e floristiche di pregio. Dal punto di vista paesaggistico ricade nell’ambito della Campagna brindisina dove il paesaggio ha come primo elemento distintivo la percezione di un grande territorio aperto: un bassopiano compreso tra i rialzi terrazzati delle Murge e le deboli alture del Salento. Qui traspare un’immagine che rispecchia la forte connotazione produttiva del territorio agricolo, nel quale le colture permanenti ne connotano l’immagine. L’oliveto, pur rimanendo la coltura dominante dell’ambito, non risulta così caratterizzante come in altri territori, e raramente lo si ritrova come monocoltura prevalente: sovente infatti è associato al frutteto o ai seminativi, spesso è presente in mosaici agricoli dove prevalgono le colture orticole.

Romani, Greci e Messapi producevano e commerciavano olio lampante, un olio non commestibile – per lampade, appunto – prodotto da olive in stato avanzato di maturazione, raccolte dalla terra. Dal XVI secolo questo olio divenne motore del Salento. Imbarcato sulle navi dal porto di Gallipoli, “l’oro verde” giungeva nelle grandi Capitali d’Europa. Parigi, Londra, Berlino, Vienna, Stoccolma, Oslo e Amsterdam lo hanno usato per illuminare le strade fino alla fine del XIX secolo. Il progetto Lampante, nel senso letterale di “evidente, trasparente e senza imperfezioni”, vuole essere anch’esso un simbolo di rinascita e di rilancio, attraverso l’impegno di una comunità che ha scelto di prendersi cura di terreni, tradizioni e radici abbandonate. Cercando di restituire loro il valore che meritano.

Lampante non produrrà olio lampante, ma sosterrà la valorizzazione del territorio, portando avanti anche l’impegno e la tradizione di XFarm Agricoltura Prossima, attraverso agroecologia, accoglienza e partecipazione.

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[XFarm - Agricoltura Prossima]