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UNA SCUOLA RADICALE

Scuola radicale

Da qualche settimana passo tutti i sabati insieme ad una classe di agricoltori ed aspiranti agricoltori, sono i partecipanti a Scuola Radicale, il primo esperimento di formazione strutturata organizzata da XFARM Agricoltura prossima.

Sono giovani, per metà donne, vengono da tutta la Puglia, alcuni di loro si sono già avventurati nella loro intrapresa agricola, innovando l’azienda di famiglia o valorizzando terreni sottoutilizzati nel loro paese, altri sognano di farlo, altri ancora sono professionisti in altri settori, ma sono alla ricerca di intersezioni e nuovi interessi.

Insieme, sono una classe molto unita, vivace negli scambi, vitale nelle competenze e nella passione. Tutti manifestano desiderio d’imparare e di stare insieme. Mi pare siano nati anche degli amori. Perfetto, secondo i nostri indicatori di impatto 🙂

Scuola radicale


Con loro, guidati da Jacopo Volpicelli, un giovane ecologo approdato a queste latitudini grazie agli studi e al lavoro di Marco Notarnicola, stiamo imparando cos’è e come si progetta un’agroforesta. Restituire diversità biologica, produttiva e sociale ai terreni impoveriti e a rischio desertificazione di XFARM è uno degli obiettivi strategici di questa avventura, e con Scuola Radicale proviamo a mettere insieme didattica, ricerca e sviluppo di nuovi percorsi in questa bizzarra azienda ‘bene comune’ nata dal recupero di terre confiscate alla mafia.

Scuola radicale

In Puglia sta emergendo una generazione di agricoltori di nuova generazione che interpretano con nuove lenti il lavoro in campagna. Questi lenti sono quelle della generatività, ossia della capacità dei sistemi di generare più risorse di quante ne consumano, di utilizzarle in maniera razionale, di riprodurle a partire dai cicli naturali. I nuovi agricoltori mescolano coltura e cultura, non sacrificano i valori per il valore, ridefiniscono filiere locali, interrogano le contraddizioni del sistema agricolo capitalistico che mercifica l’ambiente, il cibo e il lavoro di chi lo produce.

Questa scena emergente può essere letta come una vera e propria subcultura: sta sviluppando simboli, linguaggio, segni distintivi, pratiche. Stanno nascendo nuove geografie fondate su luoghi che generano identificazione collettiva. Spiccano figure di riferimento e collettivi riconosciuti. Si reiterano rituali di ‘rigenerazione rurale’.

La banda di Scuola Radicale è un ‘segnale debole’, una profezia del tempo che stiamo attraversando. Quella degli ‘agricoltori nuovi’ (nuovi per approccio oltre che per età) mi sembra la scena emergente più bella, spontanea, promettente della nostra regione, una comunità pioniera che inizia a riconoscersi ed ha già in Puglia dei luoghi e delle storie di riferimento, nuovi protagonisti che non ricercano la ribalta, ma ribaltano il senso della ricerca sul progresso della nostra terra.